Il bollettino Agenas sulle liste d’attesa, aggiornato al 30 settembre 2026, rileva un andamento positivo rispetto allo stesso periodo del 2025. Le prenotazioni passano da 19,7 a 21,8 milioni. Il rispetto dei tempi di garanzia sale dal 76,9% al 78,6% per le prime visite e dall’83,3% all’85% per gli esami diagnostici, con miglioramenti anche per le prestazioni urgenti e brevi. “I dati mostrano progressi, ma anche la necessità di mantenere alta l’attenzione sui territori che presentano maggiori difficoltà. Ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure richiede un coordinamento costante con le Regioni, oltre a un lavoro su capacità di offerta, appropriatezza prescrittiva e presa in carico continuativa, distinguendo correttamente primi accessi e follow-up”, osserva la Fism, Federazione delle società medico-scientifiche Italiane, in una nota. “Il quadro, però, non è uniforme. La risonanza magnetica del tronco encefalico è l’unica prestazione monitorata in calo (dall’84,8% all’82,4%) e le prenotazioni prossime alla soglia di garanzia aumentano da 795 mila a 858 mila. Marcata è anche la variabilità tra Regioni, ad esempio nell’uso della classe di priorità P (programmabile entro 120 giorni), pari al 34,9% a livello nazionale”, precisa la Fism.
“I dati mostrano progressi, ma anche la necessità di mantenere alta l’attenzione sui territori che presentano maggiori difficoltà. Ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure richiede un coordinamento costante con le Regioni, oltre a un lavoro su capacità di offerta, appropriatezza prescrittiva e presa in carico continuativa, distinguendo correttamente primi accessi e follow-up”, osserva la Fism. Le società medico-scientifiche “possono contribuire con le proprie competenze all’aggiornamento dei criteri di priorità, alla definizione di quesiti diagnostici appropriati e alla diffusione di buone pratiche – suggerisce la Federazione – Un confronto stabile tra istituzioni, Regioni e comunità scientifica sarà essenziale nell’attuazione del Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2026-2028, che dal primo gennaio 2027 amplierà da 55 a 114 le prestazioni monitorate”.
La Fism conferma “la propria disponibilità a favorire il coordinamento tra società scientifiche, Regioni e istituzioni, affinché i dati si traducano in interventi verificabili e in percorsi di cura più tempestivi ed equi in tutto il Paese”.



