“L’Abruzzo nel mondo non può
essere lasciato solo”. È l’appello di Federico Matias Mandl,
italo-argentino ed ex consigliere del Consiglio regionale degli
Abruzzesi nel mondo (Cram), che richiama l’attenzione sulle
difficoltà delle associazioni e delle federazioni abruzzesi
all’estero e chiede alla Regione di affrontare la situazione con
urgenza e responsabilità. “Dal 2023 non si svolgono più riunioni
del Cram per mancanza di risorse economiche; l’ufficio regionale
dedicato all’emigrazione è stato soppresso e molte associazioni
abruzzesi, come diverse federazioni, rischiano di scomparire a
causa del progressivo disimpegno della Regione”.
Le associazioni, sottolinea, “non sono semplici sedi o luoghi
di ritrovo”, ma “presìdi di identità e memoria”, che da
generazioni trasmettono la cultura, la gastronomia, la lingua,
le tradizioni e i valori abruzzesi. Mandl si rivolge a chi oggi
ha responsabilità all’interno della Regione Abruzzo e a quanti
ne hanno avute in passato, chiedendo che la situazione venga
affrontata superando le divisioni politiche e individuando
soluzioni concrete.
L’appello si fonda anche su una lunga esperienza personale
nell’associazionismo abruzzese in Argentina. “Sono
italo-argentino, nato e cresciuto nell’associazione abruzzese
Villa San Vincenzo di Guardiagrele, con sede a San Martín
nell’area metropolitana di Buenos Aires, che frequento fin dalla
nascita”, racconta. Dopo aver accompagnato i nonni e i genitori,
ha assunto incarichi nell’associazione, fino a ricoprire quelli
di vicepresidente e presidente.
Per molti anni ha accompagnato la madre, Alicia Carosella, nelle
attività della Fedamo, la Federazione delle associazioni
abruzzesi in Argentina, di cui è stata presidente per tre
mandati. In tale veste, Carosella ha rappresentato l’intera
America del Sud al Consiglio regionale dell’Emigrazione e
dell’Immigrazione (Crei), organismo precedente alla nascita del
Cram. Il Cram è nato nel 2004, raccogliendo l’esperienza del
precedente organismo regionale. Nel ripercorrere quella
stagione, Mandl ricorda la capacità di persone con idee e
appartenenze politiche diverse di trovare un’intesa intorno a un
obiettivo comune: “Mantenere vivo quell’Abruzzo che esiste al di
fuori dell’Abruzzo”.
“Non è una questione di destra o di sinistra né di
maggioranza o di opposizione: è una questione di identità, di
memoria e di rispetto verso milioni di persone e di famiglie
che, pur vivendo lontano, non hanno mai dimenticato le proprie
origini abruzzesi”, scrive.
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