Mancano dipendenti negli uffici giudiziari abruzzesi e la politica torna a mobilitarsi per evitare il blocco delle attività. A sollecitare un intervento urgente e risolutivo del ministero della Giustizia è Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, che ha lanciato l’allarme sul rischio di esclusione dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto dai piani di potenziamento del personale.
Secondo Verrecchia, le notizie relative alla possibile esclusione dei quattro presidi dalla stabilizzazione del personale dell’Ufficio per il processo e dei funzionari tecnici destano forte preoccupazione. Una simile scelta, a suo giudizio, rischierebbe di vanificare il lavoro svolto negli ultimi anni e di indebolire ulteriormente uffici giudiziari già alle prese con significative carenze di organico.
Da un lato si continua a lavorare per garantire la sopravvivenza dei presidi giudiziari abruzzesi, dall’altro resta aperta la questione del personale necessario ad assicurare il regolare svolgimento delle attività quotidiane. Proprio su questo punto Verrecchia ha evidenziato la necessità di tutelare i territori interessati, annunciando di aver già coinvolto i rappresentanti parlamentari del suo partito affinché promuovano un confronto con il ministero e sostengano tutte le iniziative utili a garantire una distribuzione equa del personale stabilizzato.
Il capogruppo regionale ha ribadito che i tribunali cosiddetti minori rappresentano presidi essenziali di legalità e di prossimità per i cittadini e che, per questo, non possono essere penalizzati da scelte che rischierebbero di comprometterne l’efficienza. Da parte del Governo e del ministero della Giustizia, secondo Verrecchia, serve una risposta rapida e concreta.
Verrecchia ha inoltre richiamato la norma introdotta nel 2023 attraverso un emendamento dei deputati di Fratelli d’Italia, in base alla quale le dotazioni organiche del personale amministrativo dei tribunali soppressi nelle circoscrizioni dell’Aquila e di Chieti possono essere integrate con personale amministrativo già assegnato alle medesime circoscrizioni. Il capogruppo si è detto fiducioso che anche ai tribunali sub-provinciali possano essere destinate le risorse necessarie.
Nel frattempo sta prendendo forma un’azione parlamentare congiunta per superare lo stallo nelle Commissioni e mettere in sicurezza le quattro strutture giudiziarie abruzzesi a rischio chiusura. L’iniziativa è nata durante un vertice d’urgenza a Roma tra il Comitato per la salvaguardia dei tribunali abruzzesi, guidato dal sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio insieme ai colleghi Luca Tirabassi di Sulmona, Filippo Paolini di Lanciano e Francesco Menna di Vasto, e le delegazioni di Camera e Senato del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, alla presenza dei vertici dell’avvocatura locale.
Al centro dell’incontro c’è stato lo stallo dell’iter parlamentare del disegno di legge sulla geografia giudiziaria alla Camera, depositato a luglio 2025. I parlamentari Michele Fina, Gabriella Di Girolamo, Valentina D’Orso, Federico Gianassi, Ada Lopreiato e Francesco Silvestri hanno evidenziato che, su 100 audizioni previste, ne sono state completate soltanto 20.
Per superare questa fase di rallentamento burocratico, la strategia individuata prevede la presentazione di un emendamento al decreto-legge Giustizia numero 100 del 2026, attualmente in discussione al Senato, entro la scadenza del 2 luglio. L’obiettivo è mettere al sicuro i tribunali abruzzesi senza primogeniture politiche, superando una precarietà che dura ormai da oltre tredici anni.
Sul tema del personale è intervenuto anche il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, che ha inviato una nota ufficiale ai vertici del ministero e della magistratura chiedendo l’adozione di atti idonei a garantire la permanenza stabile dei funzionari dell’Ufficio per il processo e dei tecnici. Secondo Di Pangrazio, privare il Tribunale di Avezzano di queste professionalità significherebbe vanificare gli sforzi compiuti e compromettere la funzionalità dei servizi giudiziari, con conseguenze negative per l’intera collettività.
Resta dunque aperta una partita delicata, che mette alla prova gli annunci politici degli ultimi mesi di FdI e impone risposte concrete. La salvaguardia dei tribunali abruzzesi non può limitarsi alla sola proroga della loro esistenza, ma deve passare anche attraverso risorse, personale e strumenti capaci di garantirne il funzionamento quotidiano.



