Il Tribunale di Chieti ha
condannato a 6 anni e quattro mesi di reclusione il professor
Massimo Di Giannantonio, ex direttore del Dipartimento di salute
mentale della Asl Lanciano Vasto Chieti, e lo ha interdetto in
perpetuo dai pubblici uffici. Il medico è finito sotto processo
per concussione, falso ideologico, truffa, turbativa del
procedimento di scelta del contraente e abuso d’ufficio.
Secondo l’accusa l’ex direttore, che era anche membro della
commissione aggiudicatrice nonché direttore esecutivo del
contratto, immediatamente dopo l’aggiudicazione dell’appalto per
l’affidamento dei servizi di assistenza psichiatrica
riabilitativa, aveva costretto Domenico Mattucci, all’epoca
presidente della cooperativa La Rondine, esecutrice del
contratto, ad assumere presso la cooperativa sua moglie, Silvia
Fraticelli, e Simona Malandra che però svolsero – secondo
l’accusa – mere attività di segretaria personale di Di
Giannantonio e non quelle di tecnico delle riabilitazione
psichiatrica per le quali erano assunte. Di Giannantonio, sempre
secondo l’accusa, costrinse Mattucci a pagare una fornitura di
parquet per oltre 8.700 euro, destinato all’abitazione di Roma
dello psichiatra.
Nello stesso processo, Malandra è stata condannata a un anno
e due mesi di reclusione per falso e truffa. Per queste ultime
accuse il Tribunale ha deciso non doversi procedere, per
intervenuta prescrizione, nei confronti di Silvia Fraticelli. Il
Tribunale ha anche condannato Di Giannantonio e Malandra a
risarcire in solido i danni in separata sede alle parti civili,
disponendo alcune provvisionali. Il pm Giancarlo Ciani aveva
chiesto la condanna a 4 anni e nove mesi per Di Giannantonio, un
anno per Malandra e la prescrizione per Fraticelli.
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