“La modifica prevista dalla pdl
159/2026, che sposta al 1 febbraio 2029 la nascita del nuovo
Comune di Pescara, rappresenta un passaggio necessario per
accompagnare il territorio verso una fusione ben organizzata.
Ritengo positivo il superamento della scadenza del primo gennaio
2027: avviare il nuovo Comune tra poche settimane avrebbe
esposto le nostre comunità a difficoltà che abbiamo il dovere di
prevenire. La volontà di procedere alla fusione resta forte e
chiara”. Lo afferma il presidente dell’Assemblea costitutiva,
Marcello Antonelli, nel corso di una conferenza stampa.
Antonelli ha sottolineato che Nuova Pescara va realizzata
“con il tempo e gli strumenti necessari, perché deve
rappresentare un valore aggiunto per i cittadini e per il
territorio. Ringrazio il Consiglio regionale, principalmente il
suo presidente, Lorenzo Sospiri – aggiunge – per il lavoro
svolto negli ultimi giorni e per aver introdotto modifiche
sostanziali che, a mio avviso, sono fondamentali per arrivare al
2029 nelle migliori condizioni possibili”.
“Tra le novità più rilevanti – va avanti Antonelli – c’è
l’istituzione dell’Ufficio comune di fusione, composto da un
coordinatore nominato previa intesa tra il presidente della
Giunta regionale e il presidente del Consiglio regionale, dal
direttore generale del Comune di Pescara, dai tre segretari
comunali e da alcuni dirigenti nominati direttamente dalla
Regione. Questa struttura avrà poteri di intervento nei
confronti dei tre enti che definirei, nella sostanza,
commissariali. I suoi componenti potranno agire direttamente,
senza dover passare attraverso gli uffici comunali: una garanzia
concreta per il rispetto dei tempi e per l’avanzamento del
percorso”.
“Anche l’Assemblea costitutiva acquisisce un ruolo più
incisivo – dice ancora – Viene introdotto anche il voto
ponderato, per l’approvazione del Piano di Fusione. Anche questa
è una svolta fondamentale, perché finora il Comune più grande,
cioè Pescara, avrà maggiore incisività nella processo
decisionale dando così, maggiore rappresentanza ai pescaresi.
L’ipotesi di anticipare la fusione al 2028 va letta come una
sanzione: scatterebbe qualora non si arrivasse all’adozione e
all’approvazione del piano di fusione entro il 1 dicembre 2027,
oppure se uno o più enti ostacolassero il processo. Il rinvio al
2029 – conclude Antonelli – è quindi accompagnato da
responsabilità precise e da strumenti per garantirne
l’attuazione”.
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