CERCHIO –Si chiude all’udienza preliminare, senza arrivare al dibattimento, la lunga vicenda giudiziaria legata agli appalti e all’attività amministrativa del Comune di Cerchio. A oltre dieci anni dall’avvio dell’inchiesta, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Avezzano, Mario Cervellino, ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere nei confronti di tutti gli imputati, seppure con formule differenti.
Per alcune delle contestazioni il giudice ha stabilito che il fatto non sussiste o che gli imputati non lo hanno commesso; per altre, invece, è stata dichiarata l’estinzione dei reati per intervenuta prescrizione.
Il dispositivo è stato pronunciato nell’udienza di ieri e mette fine, nella fase preliminare, a un procedimento nato nel 2015 e sviluppatosi attraverso un iter giudiziario durato più di un decennio.
Al centro dell’indagine erano finite presunte irregolarità nella gestione di appalti, affidamenti e attività amministrative riconducibili al Comune di Cerchio. Le contestazioni formulate, a vario titolo, comprendevano ipotesi di corruzione, turbata libertà degli incanti, truffa e traffico di influenze illecite.
La posizione più complessa era quella del sindaco di Cerchio,Gianfranco Tedeschi, coinvolto in 16 dei 17 capi di imputazione. Nei suoi confronti il Gup ha pronunciato il non luogo a procedere per sei contestazioni perché il fatto non sussiste e per un’altra perché non ha commesso il fatto. Per ulteriori nove capi è stata invece dichiarata l’estinzione per prescrizione.
Non luogo a procedere perché il fatto non sussiste anche perPaolo Polimeno, Vincenzo Berardino Angeloni e Andrea Tedeschi, figlio del sindaco.
PerLuigino Ciofani, Cesidio Falcone, Giuseppe Tucceri, Mario Mancini, Angelo D’Amore, Renzo Del Turco, Carmine Carlo Meogrossi, Dimitri Continenza e Roberto Rosati, le rispettive posizioni sono state definite per intervenuta prescrizione.
Diversificate anche le decisioni relative agli altri imputati. PerSanta Aratariè stata dichiarata la prescrizione per due capi, mentre per un terzo il giudice ha stabilito il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste.Giovanni Conteè stato prosciolto perché non ha commesso il fatto.
PerFulvia Ciprianiil giudice ha ritenuto insussistente il fatto in relazione a due contestazioni, mentre per un ulteriore capo è intervenuta la prescrizione.
Per l’avvocatoFranco Paoliniè stato disposto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste per una delle accuse e perché non ha commesso il fatto per un’altra.
Piero Mascittiè stato prosciolto relativamente a un capo perché il fatto non sussiste. La stessa formula è stata adottata perGianluca De Angelis e Antonietta Montonein relazione al capo 17.
La decisione del Gup chiude dunque il procedimento prima dell’apertura del processo dibattimentale.
Nel luglio 2024 la Procura della Repubblica di Avezzano aveva chiesto il rinvio a giudizio di Tedeschi e degli altri coinvolti.
L’indagine aveva avuto una notevole eco pubblica soprattutto a partire dall’ottobre 2016, quando furono eseguite diverse perquisizioni. Gli accertamenti avevano interessato numerosi atti, affidamenti e procedure legati all’attività amministrativa dell’ente comunale.
A difendere gli imputati, a vario titolo, un collegio composto, tra gli altri, dagli avvocatiDomenicoantonio Angeloni, Stefano Guanciale, Giovanni Fracassi, Pasquale Milo e Anselmo Del Fiacco.
Al termine dell’udienza l’avvocato Pasquale Milo ha espresso soddisfazione per la decisione, spiegando che la difesa aveva sostenuto fin dall’inizio le ragioni dei propri assistiti e aveva puntato a una definizione nel merito delle rispettive posizioni sulla base degli elementi emersi nel corso del procedimento.
Soddisfazione anche da parte dell’avvocato Anselmo Del Fiacco, che ha ricordato come i propri assistiti fossero imprese artigiane e lavoratori che avevano eseguito per il Comune le opere affidate. Il legale ha ribadito che, anche nei casi definiti per prescrizione, la difesa aveva sempre sostenuto la loro estraneità ai fatti contestati.
Gianfranco Tedeschi, assistito dall’avvocato Domenicoantonio Angeloni, ha affidato a una lunga dichiarazione le proprie considerazioni sulla conclusione della vicenda.
Il sindaco ha spiegato di non vivere la decisione come una vittoria, sottolineando piuttosto l’amarezza accumulata durante oltre dieci anni di procedimento e il senso di impotenza provato di fronte a una vicenda che, a suo giudizio, avrebbe confermato soltanto dopo molto tempo una realtà che riteneva chiara sin dall’inizio.
Tedeschi ha evidenziato anche le conseguenze che l’inchiesta avrebbe avuto sulla propria vita personale, politica e professionale, sostenendo di aver perso nel corso degli anni occasioni importanti e di aver dovuto affrontare, insieme alle persone a lui vicine, un lungo periodo privo della necessaria serenità.
Un pensiero particolare è stato rivolto ai genitori, scomparsi prima della conclusione del procedimento. Il sindaco ha ricordato il trauma vissuto dalla famiglia in occasione delle perquisizioni e il peso portato dai genitori durante l’intera vicenda giudiziaria, senza che potessero assistere al suo epilogo.
Tedeschi ha infine ringraziato i legali che hanno seguito sia la sua posizione sia quella del figlio Andrea. Ha ribadito di non provare sentimenti di esultanza né desiderio di rivalsa, osservando che il trascorrere del tempo, le opportunità perdute e le sofferenze personali non possono essere recuperati, pur prendendo atto della decisione con cui si è chiuso il procedimento dopo oltre dieci anni.



