“Dopo mesi di attesa e numerosi
rinvii per l’integrazione di documenti, il governo ha esercitato
la Golden Power con parere negativo nei confronti di Tekne Spa.
Una decisione che stupisce e solleva forti perplessità sul
futuro di un’eccellenza produttiva abruzzese”. A riferirlo è la
Fiom Cgil di Chieti, annunciando la decisione di Palazzo Chigi
contro la cessione dell’azienda, specializzata in tecnologie
avanzate per la difesa, al nuovo socio americano. “Un’operazione
che desta preoccupazione per il futuro aziendale e
occupazionale”, come spiega il sindacato che, ricevuta la
notizia, ha chiesto e ottenuto un incontro urgente con
l’amministratore delegato della società, Ambrogio D’Arrezzo.
“L’azienda ha tenuto a rassicurarci, ha dichiarato che le
attività continueranno normalmente, che il piano di rientro dei
debiti verso i lavoratori è terminato con successo e che il
programma di azzeramento dei debiti verso banche e fornitori
continuerà senza nessun problema e che si erano già messi al
sicuro prevedendo un piano B nel caso si fosse registrato un
parere negativo della golden power – si legge in una nota -. È
stato ribadito che la Tekne è ripartita con le normali attività
con le proprie forze e che non prevedono nessun tipo di
criticità per i prossimi tempi”.
Subito dopo l’incontro il sindacato ha scritto a Prefetto di
Chieti e Regione Abruzzo per sollecitare il loro intervento,
sollecitandoli ad agire “come nostri portavoce”. “Chiediamo che
il governo, che da un lato ha bloccato un percorso di
salvataggio oramai certo e che avrebbe portato la Tekne alla
chiusura definitiva della crisi finanziaria – si legge ancora
nella nota -, proponga dall’altro, una soluzione alternativa
concreta e in tempi rapidi per salvaguardare l’occupazione
abruzzese, un’eccellenza abruzzese e le professionalità
maturate. Se Tekne è di interesse nazionale, il governo deve
dimostrarlo con i fatti. Oggi si terrà un’assemblea dei
lavoratori”.
Tekne, che produce e allestisce veicoli speciali industriali
e militari – come evidenzia Fiom Cgil – è tornata ad occupare
quasi 200 dipendenti dopo essere scesa durante la crisi a 145,
con la prospettiva di ulteriori 40 assunzioni entro breve. E il
9 agosto uscirà definitivamente dalle protezioni previste dalla
procedura di composizione negoziata.
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