Un nuovo scossone giudiziario investe la Marsica. La Procura regionale della Corte dei Conti dell’Aquila ha acceso i riflettori sulla travagliata gestione del Consorzio Acquedottistico Marsicano (Cam), con particolare attenzione all’acquisto della nuova sede e alla continuazione dell’attività d’impresa, nonostante il capitale sociale della società fosse ormai azzerato.
Al centro dell’inchiesta condotta dal pubblico ministeroMarco Di Marcoe dal procuratore capoGiacinto Dammicco, vi è un presunto danno erariale di 13 milioni di euro: un milione relativo all’acquisto dell’immobile destinato a nuova sede del consorzio, e il resto attribuito alle pesanti perdite di esercizio che il Cam avrebbe accumulato negli anni, a partire dal 2015.
Sono 21 i soggetti finiti sotto processo, tra ex amministratori e membri degli organi di controllo del Consorzio. Tra questi spiccano nomi di primo piano della politica locale e regionale che rischiano di essere condannati a risarcire l’Ente in solido, per una cifra compresa tra i 3 e i 6 milioni di euro.
Il punto centrale delle contestazioni riguarda il ruolo di questi soggetti all’interno del Consiglio di Sorveglianza del Cam. Secondo la Procura contabile, avrebbero dovuto, senza indugio, convocare o richiedere l’assemblea dei soci per discutere l’effettiva situazione patrimoniale della società e per sollecitare l’adozione di provvedimenti urgenti, evitando così la prosecuzione dell’attività in condizioni di grave squilibrio economico-finanziario.
Dal 2015, anno in cui si sarebbe verificata la causa di scioglimento, il Consorzio avrebbe invece continuato a operare senza avviare la liquidazione, nonostante l’incapacità cronica di coprire gli elevati costi di gestione con i ricavi tariffari. Una gestione giudicata «inefficiente» e «inadeguata» dalla magistratura contabile, che avrebbe portato a un progressivo aggravamento della posizione debitoria dell’ente.
Alla luce di queste gravi irregolarità, secondo la Procura, l’unica strada percorribile sarebbe stata l’immediata liquidazione del Consorzio e l’affidamento del servizio idrico a un nuovo gestore.
L’inchiesta promette di far luce su anni di cattiva gestione e potrebbe avere pesanti ripercussioni non solo giudiziarie, ma anche politiche e istituzionali per tutto il territorio marsicano.


