Si terrà oggi, martedì 3 novembre alle 11.30 a Palazzo Chigi, una riunione per fare il punto sull’ondata di attacchi hacker che hanno colpito in Italia e in Europa i sistemi di refrigerazione commerciale. A coordinarla il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Parteciperanno il direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale e i direttori delle Agenzie di intelligence.
Cosa sta succedendo
Dopo l’Europa, gli hacker hanno colpito anche i supermercati in Italia. Guasti si sono registrati in Sicilia, in sei punti vendita, ma segnalazioni sono arrivate anche da un’azienda toscana, operante nella ristorazione collettiva, e da una dell’Emilia Romagna, attiva nella produzione dei surgelati. “Abbiamo avuto la conferma che si tratta di un attacco hacker in almeno quattro supermercati Coop in Sicilia” ha detto all’Adnkronos Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Coop Radenza, che gestisce supermercati a marchio Coop in Sicilia. “La situazione è al momento sotto controllo, posso confermare che abbiamo avuto degli attacchi, ma il problema è stato già circoscritto. Abbiamo appurato che sono stati attacchi che stiamo gestendo con gli organi di controllo. Abbiamo avviato i protocolli con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn)”.
“Abbiamo fatto un check per verificare l’andamento della situazione, per ora è tutto tranquillo, non registriamo anomalie nel sistema di refrigerazione” hanno spiegato, poi, da Coop all’Adnkronos dopo alcuni episodi in Sicilia, in supermercati di una catena che lavora in franchising con il marchio Coop, al di fuori della rete di gestione diretta del marchio. “Il nostro istituto interno che si occupa di progettazione, gestione e funzionamento dei punti vendita – un pool di architetti e ingegneri – sta monitorando i sistemi di controllo della rete Coop, sistemi evoluti che ci consentono di tenere sotto controllo tutto quello che può succedere. Sono ragionevolmente tranquilli, confortati dalla disponibilità di questi sistemi di controllo adeguati”.
Gli attacchi in Europa e l’allerta
La notizia è arrivata, dopo chesono stati colpiti centri commerciali in mezza Europa. In Belgio, Svezia, Lussemburgo, Olanda, Finlandia, Irlanda ed Estonia, alterando da remoto le temperature degli impianti di refrigerazione che sono arrivati anche a toccare i 50 gradi.
In particolare l’agenzia per la Cybersicurezza nazionale ha lanciato un’allerta agli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare e della filiera del freddo, dopo gli attacchi informatici che hanno colpito aziende di diversi Paesi europei. L’agenzia invita le imprese a verificare con urgenza l’eventuale esposizione online dei sistemi di controllo, teleassistenza e a isolarli dalle reti aziendali.
Tra le misure raccomandate il rafforzamento degli accessi remoti tramite Vpn e autenticazione multifattore, il controllo degli account privilegiati e l’aggiornamento dei dispositivi non più supportati. “Al momento Acn ha ricevuto una notifica Nis di incidente da parte di un’azienda toscana operante nel settore della ristorazione collettiva e ha rilevato un attacco, non ancora notificato, ai danni di un’impresa emiliana della produzione di surgelati”, spiega l’Agenzia, che ha intensificato i monitoraggi per individuare eventuali ulteriori casi.
Copasir verso richiesta informazioni a governo
A quanto apprende l’Adnkronos il Copasir è pronto a chiedere informazioni al governo, dopo le notizie degli attacchi informatici che stanno interessando i sistemi della catena del freddo di numerosi operatori in diversi Paesi europei. Domani, alle 14, era già prevista la seduta del Comitato con all’ordine del giorno l’audizione del direttore dell’Agenzia Informazioni per la Sicurezza Interna (Aisi), Bruno Valensise. Sarà, quindi, l’occasione per riunirsi e chiedere all’esecutivo aggiornamenti sulla situazione. Tra l’altro per il giorno successivo, mercoledì 4 novembre alle 13.30, era già in calendario davanti al Copasir l’audizione del direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), Andrea Quacivi: sarà senz’altro la sede per avere ulteriori informazioni.



