Possibile svolta nei negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran, con unadelegazione americana attesa a Dohaper partecipare a colloqui diretti con i rappresentanti di Teheran. Lo riferisce il quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed, citandofonti vicine alla mediazione condotta da Qatar e Pakistan, secondo cuile parti avrebbero raggiunto un’intesa su alcune misure preliminaririguardanti il programma nucleare iraniano, la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e incentivi finanziari per Teheran.Cina e Russia dovrebbero inoltre svolgere il ruolo di garantidi un eventuale accordo.
Iprogressi arrivano dopo oltre 12 ore di colloqui tenuti ieri a Teheran tra i mediatori qatarioti e i funzionari iraniani,nel tentativo di scongiurare una nuova offensiva militare americana dopo le elezioni di midtermdel 3 novembre. Secondo quanto riferito, la delegazione negoziale iraniana avrebbe accompagnato i mediatori del Qatar a Doha, dove le trattative dovrebbero riprendere oggi.
Mercoledì scorso, il ‘Wall Street Journal’ ha riferito che il vicepresidente statunitense JdVance avrebbe inviato una lettera a Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, su richiesta del presidente Trump,con l’obiettivo di rilanciare i negoziatied evitare nuovi attacchi americani.L’Iran ha confermato di aver ricevuto la lettera, ma non ha annunciato alcuna risposta.
La maratona negoziale del Qatar a Teheran per evitare attacco Usa dopo midterm
“Ci sono stati progressi positivi. I colloqui sono ancora in corso nel tentativo di sbloccare un accordo tra Stati Uniti e Iran”, ha dichiarato una fonte a Axios dopo la maratona di oltre 12 ore, precisando che i mediatori qatarioti sono rimasti in costante contatto con la Casa Bianca. Washington ha chiesto concessioni sul programma nucleare iraniano prima di riprendere il dialogo, mentre Teheran ha preteso la revoca del blocco navale americano, lo sblocco dei fondi congelati e la possibilità di esportare petrolio. Il Qatar starebbe cercando di convincere l’Iran a consentire agli ispettori dell’Onu di visitare i siti nucleari bombardati, in cambio di un alleggerimento delle sanzioni statunitensi.
Secondo Axios, all’interno dell’amministrazione Trump persistono divisioni sulla strategia da adottare:il segretario alla Guerra Pete Hegseth e il segretario di Stato Marco Rubio sarebbero favorevoli a nuove operazioni militari per indebolire il regime iraniano, mentre il vicepresidente Jd Vance e gli emissari Steve Witkoff e Jared Kushner sostengono la ripresa dei negoziati. Il segretario al Tesoro Scott Bessent spinge invece per concedere più tempo alla campagna di pressione economica contro Teheran.Sullo sfondo cresce il timore di un attacco americano subito dopo le elezioni di martedì, con il premier israeliano Benjamin Netanyahu che starebbe sollecitando un’operazione congiunta contro l’Iran. Arabia Saudita, Turchia e altri Paesi della regione stanno invece premendo per una soluzione diplomatica. Secondo una fonte americana,Trump potrebbe essere più propenso a ordinare un attacco in caso di pesante sconfitta repubblicana alle midterm, ma la Casa Bianca ha smentito che il risultato elettorale possa influenzare le decisioni del presidente.
Nuovi attacchi Usa, esercito Teheran e Khamenei avvertono: “Risposta senza limiti geografici”
L’esercito iraniano ha intanto avvertito che un nuovo attacco statunitense non farebbe altro che estendere il conflitto a un’area geografica più vasta, dopo che Washington e Israele hanno minacciato nuove operazioni militari. L’avvertimento arriva proprio mentre sono in corso nuovi tentativi diplomatici per evitare una ripresa delle ostilità. “Se il presidente americano dovesse lanciarsi nuovamente in un’avventura regionale, sotto la pressione dei sionisti e con l’obiettivo di compiacerli, le fiamme della guerra si estenderebbero senza dubbio a un’area geografica molto più vasta”, ha sottolineato su Xil portavoce dell’esercito iraniano, Mohammad Akraminia. Anche il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha lanciato sabato un avvertimento: “Le potenti forze armate iraniane risponderanno a chiunque osi colpire il nostro popolo”.
“Qualsiasi livello e tipo di minaccia deve ricevereuna risposta immediata ed efficace, senza limitazioni geografiche“. Èl’ordine impartito dalla Guida suprema iraniana, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, ai vertici delle forze armate della Repubblica islamica durante un incontro con gli alti comandanti militari, secondo quanto riferiscono le agenzie Irna e Tasnim. Khamenei ha indicato nella “preparazione intelligente al combattimento per affrontare con forza i nemici” uno dei requisiti della “massima deterrenza”, avvertendo che “se i nemici dovessero nuovamente lanciare attacchi militari o terroristici, saranno le forze armate della Repubblica islamica e la nazione iraniana a determinare il momento e le condizioni della loro conclusione”.
La Guida supremaha inoltre ordinato di aggiornare l’elenco degli obiettivi militariaffinché “ogni tipo di risorsa materiale e immateriale del nemico americano-sionista sia alla portata delle forze armate”, chiedendo il rafforzamento della capacità di intelligence militare, lo sviluppo della difesa nazionale sul piano della “dottrina” e delle “tattiche” e l’impiego di nuove tecnologie per potenziare le capacità di difesa e di sicurezza.
Attacco con droni “nemici” contro pescherecci al largo dell’isola di Qeshm. E’ quanto riferiscono media iraniani che parlando di un drone che avrebbe attaccato due pescherecci al largo dell’isola di Qeshm. L’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che due pescatori sono rimasti feriti e altri due sono dispersi. “Questo episodio è avvenuto intorno alle 11.30 di oggi, coinvolgendo due pescherecci entro 18 miglia dal villaggio di Musan, nell’Isola Qeshm”, ha detto il vice governatore della provincia di Hormozgan per gli affari politici, di sicurezza e sociali all’agenzia di stampa Tasnim. “Ogni barca aveva due occupanti”. Il vicegovernatore ha spiegato che due persone sono state trasferite a Qeshm, e una di esse è stata portata in ospedale per cure mediche a causa delle ferite.



