Israele in stallo dopo le elezioni. Si attesta infatti a53 seggi il blocco di Netanyahu, dopo che è stato scrutinato il 90% dei voti per il rinnovo della Knesset. Secondo i risultati,lo schieramento di Eisenkot si attesta a 48 seggi e i partiti arabi a 19.
Il Likud ha 26 seggi, Yashar! 21, la Lista Unita 12, Yachad 12, i Democratici 8, Giudaismo Unito della Torah 7, Yisrael Beiteinu 7, Shas 7, Otzma Yehudit 7, Ra’am 7, Sionismo Religioso e Zehut 6.Per raggiungere la maggioranza sono necessari almeno 61 seggi. Secondo il Times of Israel, i risultati finali dovrebbe arrivare nel pomeriggio di oggi mentreper l’ufficializzazione bisognerà attendere il 4 novembre.
Ilprimo ministro israeliano uscenteha intanto scritto su X che “non permetterà” che in Israele venga “formato un governo pericoloso” con i partiti arabi. I principali media arabi vedono i partiti arabi come “ago della bilancia” delle elezioni israeliane, diventate un test sulla sopravvivenza del premier.
Dal canto suo,Gadi Eisenkotpunta a formare un nuovo governo in Israele e promette di lavorare per un cambio di rotta dopo il voto. “Siamo concentrati sul difficile compito che ci è stato affidato: portare il cambiamento in Israele e formare un governo di mobilitazione sionista”, ha scritto su X, ringraziando gli elettori che hanno sostenuto il suo progetto politico. Eisenkot ha rivendicato il risultato ottenuto in appena un anno con il suo nuovo partito Yashar, definito “una valida alternativa di governo, responsabile e all’altezza delle istituzioni”. Nel suo messaggio ha attaccato inoltre il governo di Benjamin Netanyahu che, a suo giudizio, non gode più della “fiducia” degli israeliani ed è “al punto più basso” in 20 anni.



