Oltre30mila euro,comprese le spese legali, per risarcire unadonna di 69 anni caduta nel cimitero fiorentino diSoffianoa causa di alcuneassi di legno sporgenti dal pavimento e prive di segnalazioni. È quanto stabilito dal Tribunale di Firenze, che ha riconosciuto la responsabilità della Venerabile Misericordia, proprietaria e gestore della struttura, pur attribuendo alla pensionata un concorso di colpa del 30%. La notizia è riportata oggi dal quotidiano “Il Tirreno”.
L’incidente risale al pomeriggio del 3 maggio 2021. La donna si trovava al settimo piano del cimitero insieme al marito e ad alcuni familiari, dove si era recata per fare visita ai propri cari, tra cui la madre. Mentre percorreva ilcorridoioantistante gli ascensori,inciampòin alcune tavole di legno lasciate a terra nell’ambito di lavori di ristrutturazione. La caduta provocò lafrattura dell’ancae delfemoresinistro. Soccorsa e trasportata in ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio, la 69enne fu sottoposta a un intervento chirurgico. Il certificato medico di guarigione, con postumi, arrivò soltanto nel mese di settembre.
A documentare le condizioni dell’area contribuirono anche le fotografie scattate dal marito subito dopo l’incidente. Esaminando le immagini, il giudiceLiliana Anselmo de Vivoha rilevato che le assi, sebbene appoggiate sul pavimento, sporgevano di alcuni centimetri, creando unostacolopotenzialmente pericoloso per chi transitava nel corridoio. Nella sentenza viene inoltre sottolineata l’assenza di cartelli di avvertimento, nastri segnaletici o transenne che impedissero l’accesso alla zona interessata dai lavori.
Nel corso del procedimento, scrive “Il Tirreno”, la Misericordia aveva sostenuto che spettasse alla ditta incaricata degli interventi provvedere alla messa in sicurezza dell’area. Il Tribunale ha tuttavia ricondotto la responsabilità alla custodia del bene, ritenendo che l’ente non fosse esonerato dai propri obblighi per il solo fatto di aver affidato i lavori a un’impresa esterna. La decisione ha però riconosciuto unaresponsabilità parziale della stessa vittima, quantificata nel 30%. A incidere sulla valutazione è stata la testimonianza di una persona presente sul posto, secondo la quale la pensionata era stata avvertita del rischio di inciampare nelle assi. La testimone ha infatti riferito di averle raccomandato di prestare attenzione proprio a quelle tavole, prima che fosse la stessa donna a cadere. Una circostanza ritenuta rilevante dal giudice, anche alla luce delle dichiarazioni rese dalla 69enne durante l’interrogatorio, quando aveva affermato di non aver mai visto prima quelle assi e di non ricordare la presenza di lavori in corso. Il risarcimento riconosciuto tiene conto di questa corresponsabilità, ma conferma che la mancata segnalazione dell’ostacolo e l’assenza di misure di protezione hanno avuto un ruolo determinante nella vicenda.



