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Università Federico II, da domani lezioni in Dad (come ai tempi del Covid)

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A partire da domani e fino a nuova comunicazione,l’Università Federico II di Napoli adotterà la didattica a distanza per tutte le lezioni e le attività formative ordinarie. Lo si legge in una nota dell’ateneo napoletano.La decisione è stata assunta per limitare i disagi causati dalle agitazioni in corso e dalle conseguenti difficoltà di approvvigionamento del carburante. Le attività didattiche proseguiranno online secondo gli orari già previsti dai calendari.Gli esami di profitto programmati potranno invece svolgersi in presenza, compatibilmente con le condizioni organizzative e la disponibilità dei docenti.

“Per gli studenti impossibilitati a raggiungere le sedi universitarie saranno predisposte, in tempi rapidi, sedute straordinarie di recupero, con modalità e date che verranno comunicate successivamente. Le attività che richiedono necessariamente la presenza, come laboratori, tirocini e altre esercitazioni pratiche, saranno disciplinate dai presidenti delle Scuole in base alle specifiche esigenze dei singoli corsi di studio. Le sedute di laurea già calendarizzate si svolgeranno regolarmente in presenza. Le misure resteranno in vigore fino a nuove disposizioni”, si legge nella nota. “L’Ateneo continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione con l’obiettivo di garantire la continuità delle attività universitarie, riducendo al minimo i disagi per studenti e personale”.

Studenti occupano la sede di Porta di Massa

E’ stata occupata dagli studenti la sede di Porta di Massa dell’Università degli studi di Napoli, con sospensione delle attività. Lo hanno annunciato il Collettivo autorganizzato universitario di Napoli (Cau) ed Ecologia Politica Napoli (Ecopol). Sullo striscione all’ingresso dell’ateneo si legge: “Per una vita degna, per una vita bella: Federico II occupataverso lo sciopero generale del 30 ottobre“.

Così i collettivi: “Scaffali vuoti nei supermercati, benzina diventata un bene di lusso, affitti triplicati, pomodori a 10 euro al chilo, trasporti pubblici fermi. E oggi la Federico II manda una comunicazione a tutti gli studenti: didattica in presenza interrotta, da domani tutti in DaD. In un Paese al collasso, l’ultima risposta di questo governo è un decreto sicurezza, l’ennesimo. Di fronte al disagio di lavoratori, precari, giovani e studenti, l’unica risposta è una cieca repressione. Come studenti, dalle scuole alle università, sappiamo come stanno le cose: le condizioni in cui viviamo non sono piovute dal cielo e non saranno misure tappabuchi a rispondere a un disagio che non è nato nelle ultime settimane”.

“Nell’e-mail del rettore Mazzucchi leggiamo che la didattica a distanza serve a mitigare i disagi per la comunità universitaria. Ma questi disagi non iniziano oggi e non sono il frutto di una situazione straordinaria. Sono il prodotto di precise scelte politiche: il definanziamento dell’università pubblica a favore della guerra; il diritto allo studio che diventa un privilegio in città mangiate dalla speculazione dei grandi privati; un Paese dove i salari sono fermi da trent’anni e dove tutto costa sempre di più. Veniamo dall’estate più calda di sempre e ogni volta che piove le nostre città si allagano: gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti e non siamo preparati. Serve una transizione ecologica socialmente giusta, che non pesi sulle spalle dei più poveri.La lotta per arrivare alla fine del mese e quella contro la fine del mondo sono la stessa lotta“. Gli studenti rilanciano lo sciopero generale del 30 ottobre: “Blocchiamo il Paese. Mandiamo a casa il governo Meloni. Contro il carovita, per una vita degna, per una vita bella, per tutti”.

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