Dall’ex ospedale psichiatrico di
Teramo a Parigi, per affidare a nuovi sguardi una storia nata in
un luogo preciso, ma capace di parlare a un pubblico universale.
È il percorso di ‘Purgatorio perduto’, il progetto fotografico
di Manuel Ciardelli esposto fino al 29 settembre al Salon des
Beaux Arts, all’Orangerie du Sénat, nel Jardin du Luxembourg.
Quattro fotografie raccontano gli spazi dell’ex Ospedale
Psichiatrico Sant’Antonio Abate e le tracce lasciate dal tempo e
dalle persone che lo hanno abitato. Per Ciardelli, fotografare
significa “raccogliere una presenza prima che scompaia: una
luce, un’ombra, una traccia lasciata da qualcuno”.
Il titolo del progetto nasce dalla lettura dell’ex manicomio
come luogo metafisico. “Una sorta di purgatorio – spiega – nel
quale gli ultimi sono stati chiamati a scontare peccati che non
avevano mai commesso”. Persone fragili, considerate diverse o
scomode, sono state rinchiuse in quella che l’artista definisce
“una gabbia, un dimenticatoio nel quale riporre ciò che la
società non voleva vedere”.
Eppure, proprio dentro quella gabbia, secondo Ciardelli, si è
raccolta “l’essenza più primordiale dell’uomo”. Il suo sguardo
non si ferma dunque alla rappresentazione della sofferenza, ma
cerca di riportare alla luce l’umanità di chi è stato nascosto e
dimenticato. “Da quel luogo voglio portare fuori le persone, non
soltanto la loro sofferenza. Voglio restituire loro una presenza
e una dignità, trasformando l’assenza in testimonianza”.
La tappa parigina, dopo la partecipazione ad ArtExpo New York
nell’aprile scorso, diventa così anche una riflessione sul
significato universale del progetto. “Quella storia non riguarda
soltanto un manicomio o un Paese: riguarda il modo in cui ogni
società decide chi siano i primi e chi gli ultimi”, afferma
Ciardelli.
Avviato nel 2018 a Teramo, ‘Purgatorio perduto’ continua
dunque il suo viaggio oltre i confini italiani. L’esperienza di
Parigi, racconta l’artista, lascia soprattutto “la
consapevolezza che un’immagine può oltrepassare i confini del
luogo in cui è nata” e il desiderio di continuare a cercare.
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