Potrà uscire dal carcere Antonio Russo, l’anziano di 88 anniche stava scontando una condanna a Rebbibia:il suo caso era stato sollevatodal penitenziario romanodall’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e da Fabio Falboche avevano scritto unalettera apertaal ministro della Giustizia Carlo Nordio e al presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma Marina Finitipuntando un faro sui cosiddetti ‘nonnetti’ rinchiusinelle carceri italiane. A Russo è stata concessa unadetenzione domiciliare per motivi di salute, come riferisce all’Adnkronos il suo legale, l’avvocato Edoardo Albertario, aggiungendo che il magistrato di sorveglianza di Roma, in via urgente e provvisoria, ha concesso a Russo ildifferimento pena per motivi di salute. Più avanti ci sarà l’udienza, ma intanto Antonio potrà curarsi fuori dal carcere.
Sul caso dell’88enne, condannato alla pena di anni dodici di reclusione per il delitto di omicidio volontario, era intervenuto ancheil presidente della Repubblica Sergio Mattarellache,ad aprile scorso, aveva concesso una grazia parziale, estinguendo due anni e sei mesi della pena detentiva ancora da espiare, tenuto conto “del parere favorevole del ministro della Giustizia, dell’età e delle condizioni di salute dell’interessato e del particolare contesto familiare nel quale l’episodio delittuoso è maturato, all’esito di una aggressione subìta dal condannato”.
Soddisfatto l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno: “Finalmente, dopo tre mesi di attesa, il magistrato di sorveglianza ha concesso la detenzione domiciliare ad Antonio Russo, il detenuto di 88 anni per cui io e Fabio Falbo avevamo sollecitato la grazia al presidente Mattarella. Questa grazia era stata effettivamente concessa attorno al 15 aprile, anche se era una grazia parziale di solo due anni e mezzo e necessitava quindi di una decisione del magistrato che è arrivata nella giornata di oggi”. “Esce dal carcere una persona non solo di età avanzatissima ma anche in gravi condizioni di salute– conclude Alemanno –E’ una vittoria per la giustizia e il senso di umanitànei nostri istituti di pena ed è anche unrisultato concreto della lunga battagliache io e Fabio Falbo abbiamo fatto attraverso i ‘Diari di cella’”.
“Ringrazio di cuore il magistrato di sorveglianza di Roma che ha dimostrato tutta la sua professionalità e la sua umanità– afferma all’Adnkronosl’avvocato Albertario– Questa è una vittoria per tutto il sistema per il diritto a una persona, quasi novantenne, di andare a curarsi a casa accanto ai propri cari”.



