“Massimo cordoglio alla famiglia
del deceduto e massima vicinanza a chi non si è sottratto
all’adempimento del proprio dovere, cioè i militari dell’Arma.
La procura di Teramo avrà ora il compito di definire con
precisione la vicenda”. Lo ha detto, nel corso di una conferenza
stampa, il prefetto di Pescara, Luigi Carnevale, a proposito
della decesso di Massimo Ciarelli, il 43enne morto mercoledì in
un incidente avvenuto al culmine di un inseguimento iniziato a
Montesilvano e conclusosi a Silvi.
Il prefetto ha parlato di una vicenda che “si è conclusa con
la morte di un uomo di 43 anni: dico uomo e non certo
pregiudicato”, ha sottolineato, “perché quando si muore si parla
di un uomo che muore e non dei suoi trascorsi”. Poi ha ribadito
che si tratta di “militari che hanno adempiuto al proprio dovere
senza sottrarsi, senza preoccuparsi anche delle conseguenze in
cui sarebbero potuti incorrere, mettendo a repentaglio anche la
propria incolumità”.
Carnevale, in tal senso, ha ricordato la vicenda avvenuta a
giugno 2025, quando era prefetto di Brindisi, a Francavilla
Fontana, dove, in una sparatoria avvenuta al termine di un
inseguimento, fu ucciso il brigadiere dell’Arma Carlo
Legrottaglie. “Ribadisco il cordoglio per la famiglia del
deceduto – ha detto ancora a proposito dell’episodio di
mercoledì – ma non posso non esprimere la vicinanza ai militari,
perché se gli operatori delle forze dell’ordine dovessero far
prevalere il desiderio di pensare a loro stessi o alla loro
famiglia la comunità non avrebbe quella garanzia di sicurezza
che le forze dell’ordine sono chiamate ad offrire”.
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