HomeCronacaMilano, 36°C negli asili: scatta la protesta per il caldo

Milano, 36°C negli asili: scatta la protesta per il caldo

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L’ondata di afa che ha investito l’Italia non risparmia nemmeno asili e scuole dell’infanzia. Negli scorsi giorni le temperature all’interno delle aule milanesi hanno superato i 36 gradi, temperature insostenibile per insegnanti e alunni, alcuni dei quali hanno sofferto colpi di calore. Mancano i condizionatori d’aria. A lanciare l’allarme è la Uilfp Milano, che nella giornata di ieri, mercoledì 1 luglio, ha lanciato lo stato di agitazione per oltre 300 tra educatrici, educatori e personale amministrativo.

Una situazione non nuova: “Si ripete ogni anno – dice all’Adnkronos il segretario generale Uilfp Milano Angelo Greco -. E L’amministrazione comunale non ha ancora messo in campo nessun intervento strutturale per prevenire queste situazioni. Almeno l’80% delle scuole e nidi cittadini sono in questa condizione”. La risposta del comune è stata fornire ad alcune strutture dei condizionatori portatili, una risposta “inadeguata” e che ha messo ancor più sotto stress la rete elettrica: “Si sono verificati blackout, la rete non è adeguata per sostenerli”.

L’assemblea dei lavoratori ha approvato all’unanimità una piattaforma di richieste immediate: rimodulazione immediata dell’orario dei servizi educativi al superamento dei 28°C fino al termine dell’emergenza; interventi urgenti per garantire reali condizioni di sicurezza all’interno dei plessi; introduzione di parametri e procedure chiari, certi e verificabili per la gestione delle emergenze climatiche future. Le richieste sono di interventi sistemici da parte dell’amministrazione perché secondo il sindacato si tratta di eventi oramai “prevedibili”. Dal Comune nessuna risposta: “Abbiamo sollecitato, ma non siamo stati ancora contattati e non ci sono state interlocuzioni” sottolinea Greco. Il sindacato si è anche recato dal Prefetto di Milano per un tentativo di conciliazione e, se nulla dovesse funzionare, non è escluso lo sciopero.

È previsto per domattina, venerdì 3 luglio, davanti Palazzo Marino, un presidio delle famiglie coinvolte per chiedere l’applicazione di un protocollo ad hoc per la tutela di studenti ed educatori. “Altre città hanno già fatto questo tipo di ragionamento senza grosse difficoltà, il Comune deve intervenire” conclude il segretario generale. (diMarco Cherubini)

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