Invimit Sgr respinge le ipotesi
di speculazione sul Progetto Case all’Aquila dopo le
contestazioni sollevate dai consiglieri comunali di minoranza
Gianni Padovani ed Enrico Verini e le preoccupazioni espresse da
Paolo Romano sul futuro di circa 1.600 alloggi realizzati dopo
il terremoto del 2009.
La società, interamente partecipata dal ministero
dell’Economia e vigilata da Banca d’Italia e Consob, chiarisce
il senso dell’operazione allo studio con il Comune dell’Aquila:
recuperare immobili oggi sottoutilizzati, restituendo loro
funzione e condizioni manutentive adeguate. Gli appartamenti
verrebbero conferiti in un fondo gestito da Invimit, con il
Comune che riceverebbe quote del fondo e ne diventerebbe
partecipante.
Secondo Invimit, l’iniziativa consentirebbe di reperire
capitali per la riqualificazione degli alloggi senza nuovi oneri
per l’ente. I costi di gestione, manutenzione e valorizzazione
passerebbero al fondo, mentre il rischio resterebbe limitato al
valore del patrimonio conferito, senza obbligo di versamenti
aggiuntivi da parte del Comune. La destinazione indicata è anche
sociale: “housing accessibile, canoni calmierati e student
housing”.
“L’obiettivo non è sottrarre beni alla città, ma restituirli
con nuove funzioni e servizi”, afferma l’amministratore delegato
Stefano Scalera. Resta il nodo politico: capire tempi, garanzie,
passaggi istituzionali e ricadute concrete su un patrimonio nato
per rispondere all’emergenza abitativa post-sisma.
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