In vista delle prossime elezioni amministrative, da candidato al Consiglio comunale di Celano ritengo che parlare di agricoltura significhi parlare del futuro stesso della nostra comunità. Non si tratta soltanto di un settore produttivo, ma di identità, lavoro, famiglie e radici che da generazioni tengono vivo il nostro territorio. Il rapporto con la terra, nel luogo in cui abitiamo, non è un elemento secondario ma una presenza concreta nella vita di ogni giorno. Difendere questo patrimonio significa mettere nelle condizioni chi lavora nei campi di poter programmare, investire e guardare avanti con maggiore sicurezza.
La nostra è una delle aree agricole più importanti del Centro Italia; oggi, però, questo patrimonio si trova di fronte a sfide nuove e sempre più complesse. Negli ultimi anni abbiamo assistito a stagioni climatiche che stanno mettendo sotto pressione le aziende, segnate da lunghi periodi di siccità. Insieme all’aumento dei costi di produzione e alle difficoltà quotidiane delle aziende agricole, tutto questo impone una nuova capacità di programmazione. In questo scenario la questione dell’acqua diventa centrale. Non è più possibile affrontare il problema solo quando arriva l’emergenza. Serve una visione strutturale, capace di guardare avanti e di costruire strumenti concreti di prevenzione e tutela.
Tra le priorità considero fondamentale sostenere la realizzazione e il recupero di invasi, bacini di raccolta e sistemi di conservazione dell’acqua piovana. Gli invasi rappresentano una risposta concreta e strategica, ma investire su di essi non significa soltanto realizzare infrastrutture. Significa mettere il territorio nelle condizioni di affrontare con maggiore forza gli effetti della crisi climatica. È una scelta che ha un valore ambientale, economico e sociale, perché difende la continuità delle produzioni agricole e tutela il reddito di chi lavora la terra.
Purtroppo, su questo tema negli ultimi anni è mancata una reale capacità di programmazione da parte della Regione Abruzzo guidata dal presidente Marsilio. Di fronte a un problema che era evidente da tempo, non si è riusciti a mettere in campo una strategia concreta e lungimirante sugli invasi e sulla gestione delle risorse idriche. Oggi paghiamo il prezzo di ritardi che il mondo agricolo non può più permettersi.
Accanto a questo è necessario accompagnare il comparto agricolo nell’ammodernamento delle reti irrigue, nella riduzione delle dispersioni e nell’utilizzo di tecnologie più efficienti. Una gestione responsabile dell’acqua richiede poi regole trasparenti e criteri equi di distribuzione, perché la tutela di una risorsa comune deve garantire condizioni di accesso chiare e condivise.
Un altro tema che non può più essere ignorato riguarda la sicurezza stradale nel Fucino. Le strade del nostro territorio sono percorse quotidianamente da mezzi agricoli, lavoratori e cittadini, ma troppo spesso versano in condizioni critiche, con manutenzioni insufficienti e situazioni di pericolo che aumentano il rischio di incidenti. Garantire infrastrutture più sicure significa tutelare chi lavora, migliorare la viabilità e dare maggiore efficienza a tutto il comparto agricolo e produttivo del territorio.
Da attuale consigliere del Consorzio di Bonifica nonché membro della CIA, porto alle spalle un’esperienza diretta delle esigenze, delle difficoltà e delle prospettive del mondo agricolo. Il mio legame quotidiano con la terra, agricoltore da sempre, rappresenta la base concreta del mio impegno.
Da candidato al Consiglio comunale della nostra città, il mio dovere sarà quello di far sì che la mia voce nelle istituzioni possa rappresentare tutto il mondo agricolo del territorio. È con questo approccio che intendo portare il mio contributo all’attività amministrativa, con la volontà di essere un punto di riferimento aperto al confronto anche con chi aderisce ad altre associazioni di categoria, a partire da Coldiretti e Confagricoltura.
Infine, un’attenzione particolare va riservata anche agli agricoltori meno strutturati, a quelle realtà familiari e di piccole dimensioni che spesso affrontano il mercato con maggiori difficoltà. Nel nostro territorio esistono già organizzazioni importanti che dimostrano quanto fare sistema possa produrre risultati concreti, come Cooperativa La Setta e Covalpa. Sono esperienze che possono rappresentare un punto di riferimento per accompagnare anche le aziende meno strutturate verso percorsi di collaborazione, aggregazione e maggiore competitività.



