Dopo tanti scontri e tensioni tra
la maggioranza e le opposizioni di centrosinistra, queste ultime
anche protagoniste di iniziative ostruzionistiche, nel pieno
della notte di una seduta aperta alle 15,30 di ieri, il
Consiglio regionale d’Abruzzo ha approvato a maggioranza due
progetti di legge. Il primo riforma il sistema produttivo
abruzzese attraverso la conclusione del lungo processo di
riordino dei Consorzi industriali e il potenziamento dell’Arap,
Azienda Regionale delle Aree Produttive, il cui pdl è stato per
mesi discusso in Commissione con un muro contro muro tra il
centrodestra e l’assessore al ramo, Tiziana Magnacca.
Il secondo provvedimento istituisce l’Agenzia Regionale
Abruzzo Lavoro (Aral), disciplinando le funzioni e i compiti
della Regione in materia di servizi per l’impiego,
programmazione e attuazione integrata delle politiche in materia
di lavoro, nel rispetto dell’ordinamento europeo e dei principi
fondamentali della legislazione statale. Su quest’ultima norma,
l’assessore Magnacca ha dichiarato in Aula: “E’ una riforma
necessaria che realizza alcuni principi fondamentali della
Costituzione. Era necessario riformare il mercato del lavoro,
agevolando il matching tra imprese e lavoratori. Abbiamo voluto
ridare centralità al servizio pubblico”.
Le opposizioni hanno presentato centinaia di emendamenti, poi
ritirati una volta trovata l’intesa sull’inserimento di
miglioramenti, in particolare nel pdl su Aral. La nuova legge
sulle aree produttive, di iniziativa della Giunta, ma
profondamente rinnovata per volere della maggioranza consiliare
in materia di consorzi industriali, prevede che “entro 30 giorni
dall’entrata in vigore della norma, il Commissario per la
gestione straordinaria e liquidatoria del Consorzio per lo
Sviluppo Industriale dell’Area Chieti-Pescara rimette alla
Giunta regionale e all’Arap una relazione dettagliata sullo
stato finanziario, economico e patrimoniale del Consorzio”.
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