In Abruzzo si prevede una buona
produzione, con una resa di 120/140 quintali ad ettaro,
nonostante i danni causati dalla grandine nella provincia di
Chieti. Sono le stime regionali diffuse dalla Coldiretti in
occasione dell’avvio della vendemmia.
L’associazione, a livello nazionale, parla di un avvio in
anticipo rispetto alla media degli ultimi anni, legato ancora
una volta alle alte temperatura che hanno accelerato la
maturazione delle uve.
Siccità e maltempo hanno condizionato in alcuni territori le
rese – spiega Coldiretti – ma senza pregiudicare la qualità,
così come i problemi legati a malattie come peronospora e oidio
sono risultati inferiori rispetto alle preoccupazioni iniziali,
oltre agli attacchi degli insetti alieni. Fenomeni che hanno
pesato comunque sui costi di produzione, dall’acqua alle
strategie di protezione delle uve.
Il bilancio finale si farà tradizionalmente a San Martino, ma
le impressioni iniziali, sottolinea Coldiretti, sono di
un’annata che porterà uva in qualità e quantità, anche se
saranno le evoluzioni climatiche delle prossime settimane a
confermare o meno le previsioni.
Secondo l’analisi dell’associazione, il fatturato del vino
italiano ammonta a oltre 14 miliardi di euro, con 241mila
imprese viticole che gestiscono una superficie di 675mila
ettari. Un settore importante anche dal punto di vista
occupazionale con 1,3 milioni di persone impegnate direttamente
nei campi, nelle cantine e nella distribuzione commerciale, ma
anche nelle attività collegate.
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