venerdì, 23 Gennaio 2026
4 C
Avezzano
HomePolitica“LI INTERCETTIAMO IN STRADA. NON PER FERMARLI, MA PER ASCOLTARLI” - AD...

“LI INTERCETTIAMO IN STRADA. NON PER FERMARLI, MA PER ASCOLTARLI” – AD AVEZZANO PARTE IL PROGETTO “STRADE APERTE”

pubblicato il

Ad Avezzano parte “Strade Aperte – Percorsi di Incontro e Crescita”, il nuovo progetto dell’Assessorato alle Politiche Sociali che vuole cambiare le regole del gioco: si va incontro ai ragazzi là dove sono – per strada – per prevenire, ascoltare e ricucire. Niente sale conferenze, niente burocrazia: solo occhi negli occhi, giochi di relazione, ascolto attivo e presenza costante.

L’iniziativa rientra nel più ampio programma “Comunità coesa, città più sicura”, ideato e curato dal prefetto a riposo Amalia Di Ruocco, una vera pioniera della prevenzione sociale a livello nazionale. Il cuore della proposta? Prevenire il disagio prima che diventi devianza. Con discrezione, costanza e competenza.

Promosso dal Comune di Avezzano, in collaborazione con la Caritas Diocesana della Diocesi dei Marsi, l’ASL 1 (Neuropsichiatria Infantile), le scuole del territorio, il mondo dello sport locale e i servizi sociali territoriali, il progetto mira a costruire legami tra giovani difficili (o semplicemente invisibili) e figure adulte affidabili. La parola chiave è “fiducia”, quella che nasce fuori dai contesti formali, nei parchi e nelle piazze, tra le 18 e le 24, quando i giovani si mettono in movimento ma non sempre verso la giusta direzione.

L’équipe educativa – composta da un’educatrice professionale, un operatore Caritas e un mediatore linguistico-culturale – lavorerà in orari serali e pomeridiani in diversi quartieri della città, da Piazza Torlonia a Via Oslavia. L’obiettivo? Intercettare adolescenti a rischio, minori stranieri non accompagnati, ragazzi in povertà educativa e in dispersione scolastica, proponendo percorsi educativi personalizzati, attività sportive con testimonial locali e accompagnamento ai servizi.

“Strade Aperte” non è una formula magica, ma un’alleanza tra adulti responsabili che decidono di esserci – fisicamente – dove la solitudine rischia di diventare pericolo. Perché la sicurezza di una città si costruisce prima che arrivino le sirene, con la fatica paziente della prossimità educativa. E sono proprio le forze dell’ordine, spesso, a ricordare che la repressione non basta.

L’intervento avrà una durata complessiva di 12 mesi, con avvio previsto a giorni (agosto 2025) e conclusione a luglio 2026. Le attività sul campo prenderanno ufficialmente il via con una prima fase di osservazione, mappatura e approccio educativo nei giorni 29, 30 e 31 luglio, seguita da uscite programmate nei giorni 4, 11, 20 e 29 agosto, nelle fasce orarie 18.00–20.00 e 22.00–24.00. Le zone interessate saranno Via Rosselli, Via Oslavia, Via A. Diaz, Via Nazario Sauro, Piazza Risorgimento, Piazza del Mercato e Piazza Torlonia.

Ogni settimana si prevedono due uscite di strada e un incontro d’équipe, secondo un calendario flessibile e adattabile ai ritmi e alle abitudini dei destinatari. Un modo concreto per essere presenti, senza invadere, ma con discrezione e continuità.

Avezzano si candida così a essere laboratorio nazionale di sicurezza sociale: perché la prevenzione non fa rumore ma è determinante. Non a caso per l’intervento, l’assessorato alla sicurezza guidato dall’avvocato Cinzia Basilico ha lavorato fianco a fianco con quello al sociale (assessore Domenico Di Berardino) coinvolgendo la Caritas, senza spese ulteriori per l’ente.  

La sintesi dell’iniziativa viene dalle parole della prefetta Amalia Di Ruocco: “Il Comune sta per dare inizio ad una nuova attività grazie al determinante contributo della Caritas che mette a disposizione personale esperto.

Dopo l’educazione alla legalità ed all’affettività nelle scuole, gli incontri con gli anziani per parlare di truffe, la giornata per la prevenzione della violenza di genere e l’apertura dello sportello per gli uomini maltrattanti, per avere una comunità più sicura, il Comune si appresta ad affrontare altro tema importante e attuale che è quello del disagio giovanile.

Come? Affiancando i giovani dove gli stessi si ritrovano per un gelato, un aperitivo, per lo shopping, per partecipare ad un evento.

Gli educatori di strada messi a disposizione dalla Caritas, pertanto, in questi giorni di fine luglio e ad agosto, in orari pomeridiani, serali o notturni, di alcuni giorni a settimana, saranno nelle strade di Avezzano per incontrare, con empatia e amorevolezza, ragazzi e giovani, ascoltare i loro problemi, le loro aspettative. 

Con pazienza e fiducia, se lo vorranno, parlando con gli educatori, potranno imparare a capire e fare scelte di legalità, di rispetto di sé stessi e degli altri, perché tutti insieme, coesi, possiamo costruire e godere di una comunità più sicura”.

Ultimi Articoli

L’OLIMPO GIOVANE DEL NUOTO SI SFIDERÀ AD AVEZZANO CON LA FINALISSIMA DEL TROFEO GRAN SASSO D’ITALIA

L’inverno si scalda con l’energia dei migliori atleti in acqua. Domenica 25 gennaio, nella...

Groenlandia, il 39% degli italiani è favorevole all’invio di soldati

Gli italiani sono divisi sul possibile invio di truppe in...

GIOIA DEI MARSI ALLA SOCIETÀ GEOGRAFICA ITALIANA: LE TRADIZIONI LOCALI PROTAGONISTE A ROMA

GIOIA DEI MARSI - Gioia dei Marsi protagonista a livello nazionale nel prestigioso contesto della Società...

Altre notizie

L’OLIMPO GIOVANE DEL NUOTO SI SFIDERÀ AD AVEZZANO CON LA FINALISSIMA DEL TROFEO GRAN SASSO D’ITALIA

L’inverno si scalda con l’energia dei migliori atleti in acqua. Domenica 25 gennaio, nella...

Groenlandia, il 39% degli italiani è favorevole all’invio di soldati

Gli italiani sono divisi sul possibile invio di truppe in...