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Nessuna prova dei furti di Hamas

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Per quasi due anni, Israele ha accusato Hamas di aver rubato aiuti umanitari forniti dalle Nazioni Unite e da altre Ong, bloccandone e limitandone l’accesso alla Striscia di Gaza. Ma secondo due alti ufficiali dell’Idf, intervistati in esclusiva dal New York Times, l’esercito israeliano non avrebbe “alcuna prova” sui furti del gruppo militante palestinese alle Nazioni Unite, principale fornitore di aiuti a Gaza.

I palestinesi hanno lanciato un appello urgente sulla “catastrofe umanitaria imminente” e oltre 100 agenzie umanitarie e gruppi per i diritti umani hanno parlato di “carestia di massa”, implorando Israele di revocare le restrizioni agli aiuti umanitari.

I militari intervistati in esclusiva dal New York Times hanno affermato che l’operazione per fornire gli aiuti, originariamente messa in piedi delle Nazioni Unite, era meno vulnerabile alle interferenze di Hamas, in quanto la catena di approvvigionamento e la distribuzione avvenivano direttamente all’interno di Gaza. I funzionari hanno confermato di non avere nessuna prova dei furti, nonostante l’esercito israeliano abbia definito “ben documentato lo sfruttamento di Hamas degli aiuti umanitari per finanziare attività terroristiche”.

Le accuse di Netanyahu

“Per mesi, noi e altre organizzazioni, siamo stati sommersi da accuse infamanti secondo cui Hamas ci derubava”, ha affermato Georgios Petropoulos, ex funzionario delle Nazioni Unite a Gaza che ha supervisionato il coordinamento degli aiuti con Israele per quasi 13 mesi di guerra. A marzo scorso, dopo il fallimento del cessate il fuoco tra Hamas e Israele, Netanyahu ha dichiarato: “Hamas sta attualmente prendendo il controllo di tutti i rifornimenti e le merci che entrano a Gaza”, aggiungendo che Israele avrebbe impedito ogni ingresso nel territorio.

La gestione della Gaza Humanitarian Foundation

L’introduzione del nuovo sistema di aiuti, alla fine di maggio, gestito dalla Gaza Humanitarian Foundation, Ghf, è stato “accolto” da numerosi episodi quotidiani di violenza registrati nei pressi dei punti di distribuzione. “Palestinesi disperati e affamati devono recarsi nei pochi punti di distribuzione degli aiuti situati nelle aree controllate dalle forze israeliane”, scrive il Nyt spiegando che gli orari di apertura risultano limitati, le scorte si esauriscono in fretta e la folla arriva presto, spesso percorrendo a piedi chilometri per arrivarci. I funzionari citati dal Nyt hanno detto di non avere prove sui furti di Hamas, diversamente da quanto sostenuto dall’esercito israeliano che, nel corso del conflitto, ha sempre diffuso documenti e video che sostenevano il contrario.

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