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Danneggiata lapide del monumento a Giacomo Matteotti, la reazione della politica

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Danneggiata oggi, lunedì 21 luglio, a Roma la lapide in marmo davanti al monumento dedicato a Giacomo Matteotti, sul lungotevere Arnaldo da Brescia. Sull’azione vandalica sono in corso le indagini dei carabinieri intervenuti sul posto per i rilievi tecnico-scientifici.

E il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, si è recato sul posto per verificare i danni subiti dalla lapide. “Ho voluto testimoniare – fa sapere poi il ministro – il mio sdegno personale e la vicinanza del ministero della Cultura alla figura di Giacomo Matteotti“.

“Questo atto vandalico è un gesto grave, che colpisce un luogo della memoria civile condivisa. Episodi di questo genere non devono essere sottovalutati: il rispetto per una delle figure fondative della coscienza democratica italiana è un dovere che chiama in causa tutti. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine per fare piena luce sull’accaduto e assicuro l’immediata disponibilità del ministero della Cultura a collaborare per il ripristino del monumento”.

Indignazione della politica

Pressoché unanime il coro di indignazione della politica. “Esprimo sdegno per quanto accaduto quest’oggi al monumento in ricordo di Giacomo Matteotti. Danneggiare la lapide di un italiano caduto per la libertà di tutti noi è un atto grave. Un attacco alla sua memoria che abbiamo l’obbligo di condannare”, ha scritto sui social Antonio Tajani, vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia.

“Chi danneggia il monumento a Matteotti – fa eco dal Pd la capogruppo alla Camera Chiara Braga – offende la memoria di un popolo, la storia di chi ha combattuto il fascismo sacrificando la propria vita. Un gesto gravissimo. Mi auguro che siano individuati i responsabili al più presto”.

Stesso auspicio per il leader di Azione Carlo Calenda che parla di “una vigliaccata fascista va condannata senza indugi” e annuncia un presidio oggi pomeriggio alle 16:45 “davanti al monumento di Matteotti con il consigliere regionale, Alessio D’Amato e i nostri eletti”.

Di un attacco a “un simbolo nazionale, che racconta dell’oppressione fascista e del coraggio di un uomo che ha osato sfidare il regime a costo della vita”, parla anche il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

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