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FERMO IRRIGUO NEL FUCINO: IL CONSORZIO DI BONIFICA LASCIATO SOLO DI FRONTE ALL’EMERGENZA SICCITÀ

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Si aggrava una crisi che da anni sta mettendo in ginocchio centinaia di agricoltori. La situazione è ormai al limite: il Consorzio di Bonifica Ovest si trova costretto a prolungare il fermo irriguo a causa della persistente emergenza siccità.

Il Consorzio propone, quindi, di adottare le seguenti misure: il prima possibile l’interruzione dell’irrigazione dovrà estendersi dal lunedì al giovedì dalle ore 12.00 alle ore 20.00 e dal venerdì dalle ore 12.00 fino al lunedì alle ore 6.00, una misura estrema, ma inevitabile per cercare di preservare le risorse idriche residue.

Una scelta difficile, assunta con senso di responsabilità, che però mette ancora di più in risalto l’assenza totale di supporto da parte delle Istituzioni. Nonostante le ripetute richieste d’aiuto, nessun rappresentante politico si è fatto avanti: né la Regione Abruzzo tantomeno il Genio Civile. Peggio ancora: non è stato fornito alcuno strumento di supporto operativo o normativo per affrontare l’emergenza in corso.

A fronte di una crisi strutturale che richiederebbe interventi urgenti e coordinati, le Istituzioni si limitano a ordinare la chiusura dei pozzi, scaricando sul Consorzio non solo la responsabilità gestionale, ma anche quella legale. Infatti, ogni decisione tecnica viene lasciata all’Ente, che si trova così esposto in prima linea a eventuali contenziosi da parte degli agricoltori, esasperati dalla mancanza d’acqua e privi di alternative.

In questo clima di solitudine istituzionale, il Consiglio di Amministrazione del Consorzio lancia un ultimo, accorato appello: se non ci sarà un intervento immediato, chiaro e risolutivo da parte della politica, l’intero direttivo sarà costretto a rassegnare le dimissioni, lasciando scoperto un ruolo fondamentale per la sopravvivenza del comparto agricolo.

Non si può chiedere a chi gestisce la crisi sul campo – letteralmente – di affrontarla senza mezzi, senza alleanze. Il Fucino non può più aspettare. Servono risposte, non ordini calati dall’alto. Servono soluzioni strutturali, non palliativi. Servono Istituzioni che ascoltino, comprendano e agiscano.

Il Consorzio di Bonifica Ovest non può e non deve essere lasciato solo. Perché insieme ai suoi tecnici e amministratori, rischia di crollare un intero sistema agricolo, fatto di persone, famiglie, imprese, considerando che il Fucino ha un’importanza rilevante a livello regionale

La posta in gioco è altissima: non solo la stagione agricola in corso, ma la sopravvivenza stessa di un intero comparto produttivo. È ora che le istituzioni escano dal silenzio e si assumano le proprie responsabilità.

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