PIERLUIGI FRANCO, COSA RESTA
DELL’EUROPA (Rubbettino, pp.168, 16 euro). Quale sarà il destino
del Vecchio Continente e qual è oggi il suo reale peso sul piano
internazionale? Il progetto di Stato federale è tramontato, e
quanto è indipendente la politica dell’Ue? I nazionalismi
affosseranno il processo di integrazione tra i Ventisette? In
tanti se lo sono chiesti e continuano a farlo, soprattutto alla
luce del complesso contesto internazionale che si è creato negli
ultimi anni, tra conflitti, crisi economica e urgenze sociali e
ambientali. Una risposta può arrivare da “Cosa resta
dell’Europa”, il saggio di Pierluigi Franco, in libreria con
Rubbettino. Il volume propone al lettore una approfondita
analisi dell’Unione Europea, rileggendone la storia in
considerazione del nostro presente. Diviso in quattro sezioni,
il saggio esamina dapprima il concetto di Europa unita nella
storia, per poi ripercorrere le fasi del progetto di Comunità
europea e di integrazione nel secondo dopoguerra e la sua
progressiva realizzazione (dai Trattati di Roma al Trattato di
Maastricht); nella terza parte l’autore analizza i punti critici
istituzionali e giuridici dell’attuale Unione europea allargata
a 27 Paesi; infine, viene presa in esame l’attuale attività
politica ed economica dell’Ue.
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