PESCARA NON È UNA CITTÀ SICURA, DOMENICO PETTINARI DENUNCIA LO STATO DI ABBANDONO DI CENTRO E PERIFERIE

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PESCARA – “Pescara non è una città sicura, non lo è in centro tanto quanto in periferia. I fatti di cronaca evidenziano che tutte le promesse e la propaganda del centrodestra sulla sicurezza si sono tradotte in parole urlate al vento ma senza dar seguito a una reale risoluzione dei problemi legati alla criminalità. Ci hanno riempito la testa di chiacchiere eppure il fallimento su quello che era il cavallo di battaglia di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia è sotto gli occhi di tutti. Adesso basta, vogliamo una città sicura ” ad affermarlo è il Vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari nel corso di una conferenza stampa tenutasi questa mattina nel palazzo del consiglio regionale di Piazza Unione.

“Il grido di aiuto dei commercianti del centro dovrebbe essere un campanello di allarme per le istituzioni, eppure queste voci vengono continuamente ignorate proprio da chi dovrebbe tutelare i loro diritti. Piazza Santa Caterina e la sua prossimità, i giardinetti di Piazza Primo Maggio e l’area di risulta rappresentano vere e proprie zone franche per la micro criminalità che ormai sono sfuggite di mano a chi avrebbe il dovere di garantire sicurezza e decoro urbano. Le vetrine spaccate e i tentativi di furto degli ultimi giorni si aggiungono a un elenco troppo lungo per essere ignorato, eppure è così. Pensiamo ai commercianti di Corso Vittorio Emanuele, nella prossimità della stazione, alcuni mi raccontano che hanno paura a tenere le porte dei locali aperte perché entrano balordi che cercano soldi con metodi più o meno violenti. Bivacchi davanti alle vetrine, spaccio di droga alla luce del sole. Una situazione che va ad aggravare l’importante crisi economica legata all’emergenza sanitaria e al Covid: Pescara è una città che per più di un mese è stata in zona rossa, come dovrebbero campare i commercianti se devono aggiungere a questi disagi anche la paura di rapine e molestie? Stessa cosa è riscontrabile nei giardini di Piazza Primo Maggio, a due passi dalla riviera e adiacenti al Museo Vittoria Colonna. Dovrebbero essere un fiore all’occhiello della città, invece sono sporchi, non curati e punto di ritrovo per il bivacco di alcolizzati e tossici. Ma lo scandalo più evidente in tutto il quadrilatero del centro città lo troviamo nell’area di risulta, una vera e propria terra di nessuno in cui parcheggiatori abusivi chiedono soldi ulteriori agli automobilisti, che già pagano la sosta alla società di servizi che gestisce l’area. Parcheggiatori abusivi che spesso, soprattutto nelle ore notturne, spacciano sostanze stupefacenti dando vita a un via vai che mette a rischio tutte le persone che vanno a parcheggiare o a riprendere l’auto dopo aver passeggiato in centro o dopo essersi recati a lavoro. Davanti a questo scempio Comune e Regione dovrebbero intervenire il prima possibile. Quello che chiediamo è che sia attuata una seria rete di videosorveglianza in tutta la città, ma non a chiacchiere o con qualche intervento spot come, purtroppo, ci hanno abituato. Inoltre sarebbe opportuno aumentare la sorveglianza attraverso agenti municipali in tutto il rettilineo di Corso Vittorio Emanuele in zona stazione. Infine, nell’area di risulta, i vigili non dovrebbero sostare all’interno del container-ufficio ma attivare ronde continue sia nelle ore diurne che notturne in tutta l’area parcheggio”.

Se la situazione in centro è questa, non va meglio nelle periferie. “Nelle periferie di Pescara chi delinque, probabilmente sfruttando la disattenzione dell’opinione pubblica concentrata sull’emergenza Covid, sta alzando l’asticella degli atti criminosi. Rancitelli, Fontanelle, Zanni, Via Rigopiano, San Donato, Borgo Marino, Gescal e San Giuseppe rappresentano un altro tallone d’Achille di chi ha fatto della propaganda sulla sicurezza il proprio cavallo di battaglia. Dal centrodestra alla guida di Comune e Regione ci saremmo aspettati tanto di più – incalza Pettinari – ma i fatti sono fatti e possiamo solo registrare un fallimento su tutta la linea. Nelle case Ater, di proprietà della Regione, si assiste a delle vere e proprie centrali dello spaccio e tante case sono state occupate abusivamente con il fine di delinquere. Disagi che denunciamo da anni ma mai nessuno è intervenuto per risolvere una volta per tutte il problema. Il dramma nel dramma è che oltre agli appartamenti Ater occupati abusivamente, ce ne sono altri, circa cento, murati e inutilizzati, mentre altri sono ancora assegnati a chi non è ha più diritto per violazione della legge 96/96. Nel frattempo oltre 700 cittadini onesti, magari con a carico minori o disabili, sono in attesa di ricevere un alloggio popolare a Pescara e provincia: si lascia dentro le case chi delinque mentre chi è onesto marcisce in graduatoria. Una beffa che i nostri concittadini sono costretti a subire nell’inerzia delle istituzioni”.

“Ora – continua Pettinari – è chiaro che non si può più rimanere a guardare e questo dovrebbe essere chiaro soprattutto a chi ha il potere concreto di agire, perché alla guida di Regione e Comune. Bisogna immediatamente far ripartire gli sfratti per tutti coloro che hanno occupato in violazione della legge penale. Tirare fuori le persone disoneste e riassegnare immediatamente gli alloggi alle famiglie meritevoli. Allo stesso tempo bisogna riassegnare gli appartamenti inutilizzati e murati, tenendo ben presente le graduatorie e i requisiti di legalità contenuti nella legge regionale in materia e, infine ma non meno importante, procedere a un censimento puntuale sulle case assegnate e sfrattare tutte quelle persone che hanno condanne penali e che hanno utilizzato l’appartamento di proprietà pubblica, e i locali affini, per delinquere. Sono azioni importanti che a lungo termine andrebbero a riqualificare il tessuto sociale delle periferie, maggiormente quelle più a rischio come Fontanelle e Rancitelli in cui andrebbero anche attivati posti fissi di polizia H24, come ormai continuiamo a chiedere da tempo. La sicurezza nelle periferie e nel centro di Pescara non possono essere sempre l’ultima voce delle priorità di Regione e Comune. Non è questa la città che ci avevano promesso e non è questa la città che meritano i pescaresi. Noi continueremo le nostre battaglie di legalità dentro e fuori le istituzioni, se lo mettano bene in testa che non faremo mai un passo indietro su questo” conclude.