ABRUZZO ZONA ARANCIOSSA: SI TORNI AL SENSO DELLE ISTITUZIONI

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ABRUZZO – È di qualche giorno fa la dichiarazione del Governatore Marsilio secondo il quale sarebbe stato inutile mettere in moto un meccanismo complesso per anticipare di soli due giorni il ritorno della regione Abruzzo in zona arancione; e quella, successiva ma contraria, nella quale promette istanze in tal senso:

2 dicembre “Io non sono nella possibilità di adottare provvedimenti meno restrittivi rispetto a quelli decisi dal Ministro”;

4 dicembre “Continueremo a monitorare i dati del fine settimana e se il trend in miglioramento verrà confermato, proporrò di rivalutare la posizione della nostra Regione”.

6 dicembre, per gli esercizi commerciali, ormai arresi all’idea di dover rinunciare agli introiti propri delle festività dell’Immacolata, arriva immediata la sorpresa del contro ordine: l’Abruzzo non attenderà la scadenza dei 21 giorni di disciplina in zona rossa che scadrebbero il 9 dicembre; ieri, nottetempo, con Ordinanza n. 106, la Regione si autoproclama in zona arancione nonostante il parere contrario del Governo.

“Sentito il Ministro della Salute”, reca l’Ordinanza nelle premesse: eppure il Ministro Francesco Boccia si dice pronto a diffidare Marsilio e di fatto procede imputando alla Regione la responsabilità di eventuali nuovi contagi nei luoghi che secondo la legislazione nazionale sarebbero dovuti rimanere chiusi.

Per alcuni l’Abruzzo porta a casa un grande risultato consentendo ai negozianti l’apertura in concomitanza con le prime festività natalizie; per altri lo sblocco indiscriminato che non verticalizza sulle provincie diversamente colpite dal contagio, rappresenta il vulnus e prescinde dai passaggi cromatici in anticipo o non; per altri ancora ben si sarebbero potuti attendere i due giorni che ci separano dal termine ufficiale d’ingresso in zona arancione chè non sarebbero quelli a far la differenza, semmai il ritardo nella distribuzione dei ristori.

E poi loro, i commercianti, in prima linea: coloro che, già nella strettoia generata dall’evento pandemico, si interrogano sulla legittimità di un provvedimento regionale che, diversamente da ciò che potrebbe, e cioè prevedere ulteriori restrizioni e non anche allargare le maglie delle disposizioni nazionali, si autopromuove in nome di un avallo del CTS regionale secondo il quale il monitoraggio del fine settimana restituisce dati confortanti e identificativi delle zone a minor rischio.

In ultimo i fatti, che raccontano un disorientamento generale tra i commercianti: chi rinuncia all’apertura per evitare probabili multe, chi si lascia paracadutare dalla risposta della Regione che all’accusa di illegittimità risponde: “l’Ordinanza è valida, il Governo può solo impugnarla”.

 

Ed in effetti forse accadrà, ma intanto saranno passati i 21 giorni e l’Abruzzo sarà allora approdato in zona arancione nel pieno rispetto dei tempi previsti dalla normativa nazionale.

Due giorni: due giorni che, se non ci saranno nuovi contagi proprio in quegli spazi contesi tra il no del Governo centrale ed il sì di quello locale, rimarranno agli annali dell’eroismo di un Governatore che con coraggio avrà saputo contemperare l’esigenza di salvaguardare la salute pubblica con quella di garantire la salute economica del territorio abruzzese.

Ma Meritocrazia Italia Abruzzo, sorda alla accesa dialettica politica condita da rimpalli di responsabilità e risse verbali, oggi richiama con rinnovata speranza, al senso di responsabilità delle Istituzioni tutte e non manca di sottolineare che con il transito in zona arancione senza l’avallo del Governo, transita ben altro che un colore: transita la legittimazione a ricorrere all’escamotage con buona pace del rispetto delle regole; transita la legittimazione all’applauso ad un braccio di ferro tra Istituzioni che benché con autorità distinte dovrebbero confluire nel proposito unitario di traguardare il medesimo obiettivo;  transitano nuvole capaci di eclissare quello che è e dovrebbe essere il dovere di ogni Governo: pianificare e  programmare in base ad un disegno che consenta di stabilire a monte obiettivi e strategie; transita un sentimento che fa leva sui bisogni primari insoddisfatti dei cittadini che finiscono per assolvere ogni azione purché risolutiva qui e ora.

Il Coordinatore regionale Micaela De Cicco